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Benvenuto a OSIMO
Osimo fu fondata attorno al VI e VII secolo a.C. dagli stessi coloni greci che avevano gettato le basi per la nascita di Ancona, con lo scopo di ampliare il territorio della colonia stessa. Siccome sorgeva in una posizione strategica, dominando dall'alto della sua collina tutta la vallata circostante, fu zona di contese fra diverse popolazioni, Celti e Piceni. Per poter proteggersi meglio dalle invasioni dei Galli, gli osimani chiesero l'alleanza dei romani che come loro usanza invece finirono con l'annettere la città al proprio territorio nell'anno 270 a.C. Postumio Albino e Muzio Scevola censori romani pensarono di fortificare la cittadina munendola di una cinta muraria ed edifici di cui rimangono ancora diversi reperti. Per molto tempo la sua importanza superò quella di Ancona; addirittura venne definita l'urbs maggiore del Piceno. Venne abbellita di statue, magnifici edifici e strade di collegamento.

Da vedere
L'affascinante ed articolato percorso di grotte, concentrato nel sottosuolo del centro storico di Osimo. Le Grotte del Cantinone, in particolare, prendono il nome dall’antico refettorio dei frati ubicato nel sotterraneo del Convento di San Francesco. La soprastante chiesa, conosciuta popolarmente come chiesa di San Giuseppe da Copertino (si conserva il corpo del Santo), è la più grande di Osimo dopo il Duomo e fu costruita nel XIII secolo su un'altra preesistente dedicata a Santa Maria Maddalena penitente. Su nove chilometri attualmente censiti, sono stati resi visibili i primi 250 metri di camminamento ipogeo, ricchi di bassorilievi e di suggestive istoriazioni di carattere religioso (come lo stemma mariano di una M con corona o gli altorilievi di alcuni monaci in preghiera). La Fonte Magna è un'antica costruzione romana, teatro di scontri fra Bizantini e Goti. La Porta di San Giacomo sono i resti della più antica porta della città. La piazza del Comune e la via dell'Antica Rocca che sale lungo il colle. Il Duomo del 300 a.C. che custodisce le spoglie di San Diocleziano e San Fiorenzo. Il Battistero del 1200 al cui interno c'è un museo d'arte sacra ed un fonte battesimale opera di Pietro Paolo e Tarquinio Jacometti. La Piazza "San Filippo" dove sorgeva l'omonima chiesa in stile barocco, ed il "Palazzo ex Acqua". Il Palazzo comunale progettato da Pompeo Floriani da San Severino e terminato attorno il XVII secolo; contiene un polittico del Vivarini ed un'antica testa di marmo dell'età romana. Il Palazzo Campana la cui facciata si deve ad Andrea Vici. Il Palazzo Gallo di età barocca, sede ora della Cassa di Risparmio, ha all'interno affreschi del Pomarancio. La basilica di San Giuseppe da Copertino, già San Francesco, del 1234. La chiesa di San Marco, dove è custodita una Madonna del Rosario del Guercino, e un San Nicolò del 1100. La biblioteca e l'archivio storico che custodisce il "Libro Rosso", documenti cittadini dal XI al XII secolo, gli statuti, i catasti e gli atti del consiglio fino allo stato Unitario. Il Teatro la nuova Fenice. L'edificio fu costruito una prima volta, tra il 1773 e il 1785 su progetto di Cosimo Morelli (1733-1812). Abbattuto nel 1885, per ragioni statiche, venne rifatto tra il 1887 e il 1892, su disegno di Gaetano Canedi (1836-1889). Sede di importanti stagioni liriche e di prosa, rappresentazioni di concerti, balletti, oggi splende come un tempo. Il Santuario Madonna di Campocavallo situato a circa tre chilometri da Osimo in direzione sud, la chiesa, in laterizio, di stile neo-gotico lombardo, fu costruita su progetto dell'osimano Costantino Costantini nel 1892 e consacrata nel 1905. Dedicata alla Vergine Addolorata, conserva al suo interno, posta dietro l'altare maggiore, un oleografia della Madonna che il 16 giugno 1892 si rivelò con eventi prodigiosi.

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